01 febbraio 2010

La rubrica delle parole - #2

La parola della settimana, a seguito di un ricordo di infanzia è...


Spalancare

Ricordo benissimo quando, in terza media, la nostra professoressa di Italiano ebbe problemi al polso e venne ricoverata e poi congedata a casa. Adesso direi che ha avuto la scusa buona per farsi delle ferie e non sentire brutti mocciosi vocianti per sei ore al giorno, ma l'ingenuità di allora ce la pose come una santa sotto i nostri occhi.
Ne conseguì la voglia di mandarle una lettera di conforto (ci rendemmo anche conto che questa professoressa effettivamente ci mancava).
Ne conseguì pure la decisione di far buttare a me la prima bozza e supervisionare il testo (si, una secchia...).
Ricordo benissimo quando conclusi il testo dicendo:
Purtroppo non conosciamo la gravità del suo incidente e quindi speriamo sempre che un giorno di questi spalanchi la porta della nostra classe e tutto ritorni come prima.
Abbastanza discutibile qualsiasi scelta grammaticale e sintattica (a rileggerlo ora mi pare pure brutto): ma non "spalancare".
Ebbene, volevano farmi cambiare "spalancare" con "aprire". Non aveva senso lasciare quel termine quasi desueto (desueto... mah).
Ma tutta l'essenza della frase era lì!
Spalancare è termine - in questo caso - di trionfo, al solo pronunciarlo senti aprire con energia qualcosa dentro di te...
Spalancare non è come uno sturalavandino potrebbe aprire lo scarico del lavello, spalancare non è come una bottiglia che si apre e fa "pof"...
Spalancare.
Spalancare è un gesto ampio, vincente, positivo, eclatante.

Vediamo un po' il dizionario:
v. tr. [io spalanco, tu spalanchi ecc.] aprire completamente: spalancare la porta, la finestra
spalancare gli occhi, per vedere meglio o per meraviglia, timore
spalancare la bocca, per gridare, mangiare, sbadigliare, o per stupore
spalancare le braccia, per abbracciare qualcuno o come espressione d'impotenza, di rassegnazione
spalancarsi v. intr. pron. aprirsi interamente: la botola si spalancò sotto i suoi piedi


ps: rimase il termine spalancare. 

29 gennaio 2010

Dinosauri

Penso che
a risparmiare tempo e soldi ci avrebbero guadagnato.
Poche parole per nessun contenuto.

23 gennaio 2010

Accadde una notte



Accadde che finalmente ho conosciuto Clark Gable. E ora ne capisco la fama e ne ammiro la bellissima virilità. Le linee del viso, la consistenza del corpo... L'uomo nel senso più classico, l'archetipo.
Accadde che lei è odiosa tanto nel film, quanto nella realtà.
pur ottenendo il raddoppio dell'abituale compenso, si lamentò ogni singolo giorno delle riprese e alla cui conclusione affermò esplicitamente che si trattava del peggior film che avesse mai fatto. Wikipedia.it
Accadde che senza cadere nella malinconia dei tempi ("era meglio prima...") e senza esaltare con toni enfatici, ho goduto della visione di una piacevolissima commedia. Una trama semplice, di certo non originalissima, ma ben giostrata e non ruffiana come la maggiorparte di quelle americane attuali.
Ho apprezzato soprattutto la scelta di comodo (per l'esiguo budget) ed efficace di scene girate per strada, a bordo di auto, bus... tanto da ricordare scenografie teatrali.

21 gennaio 2010

La rubrica delle parole - citazioni

- la parola è l'unica cosa che distingue gli uomini dalle bestie
- ma distingue anche le bestie fra gli uomini
Dal film "Accadde una Notte", 1934

20 gennaio 2010

Avatar



Miliardesima voce in capitolo: la mia.
Non se ne può più di sentirne parlare? E lo so...
Ma rallegratevi, non starò qui a dirvi che si tratta della cosa più stupefacente che possiate vedere. Non vi starò a dire che si tratta del mio film preferito o che lo rivedrei miliardi di volte o che è un capolavoro.
Perchè non lo penso.

Avatar è un buon film. Questo è il principio base senza il quale non potrebbe avere questi incassi record. Record ulteriormente motivato da altri fattori, ovviamente: presenza del 3d, bellissimi effetti speciali, trama originale e futurista, elementi e personaggi originali.

Cosa non mi rende gli occhi sognanti davanti a questa pellicola?

- Credo che abbiano stiracchiato volutamente alcune scene, per continuare a propinare immagini fantasiose, o scene ricche di pathos o situazioni idilliache.
- Per quel poco che s'è visto, la recitazione non mi è piaciuta. Così come alcuni dialoghi e scene rasentavano lo scontato o il clichè spettacolare-americano. Insomma, mi aspettavo da questo punto di vista un livello più alto dopo tutta questa pubblicità e critica positiva. Non per niente ho sentito la mancanza di un film più teatrale, ma solo dopo ho capito che questo in realtà era il bisogno di un film con più spessore di dialoghi e situazioni.
- Il 3D è stato discreto, non invadente. E questo è apprezzabile. Niente gocce schizzate sul viso, nessuna ascia che minaccia la tua vita e simili. Allo stesso tempo però, è stato talmente discreto da renderne quasi vana la visione in questi termini. Vederlo alla vecchia maniera non solo cambia poco, ma credo che sia pure più rilassante per gli occhi. E meno dispendioso. Alla fine la testa mi girava che era 'na bellezza.

C'est tout... Ho comunque apprezzato molto l'originalità di questo mondo alternativo e dei suoi disegni. Bisogna dirlo.

17 gennaio 2010

Canuscirisi - 5° giornata

Palermo è sontuosa e oscena. Palermo è come Nuova Delhi, con le reggie favolose dei maharajà e i corpi agonizzanti dei paria ai margini dei viali. Palermo è come Il Cairo, con la selva dei grattacieli e giardini in mezzo ai quali si insinuano putridi geroglifici di baracche. Palermo è come tutte le capitali di quei popoli che non riuscirono mai ad essere nazioni. A Palermo la corruzione è fisica, tangibile ed estetica: una bellissima donna, sfatta, gonfia di umori guasti, le unghie nere, e però egualmente, arcanamente bella. Palermo è la storia della Sicilia, tutte le viltà e tutti gli eroismi, le disperazioni, i furori, le sconfitte, le ribellioni. Palermo è la Spagna, i Mori, gli Svevi, gli Arabi, i Normanni, gli Angioini, non c'è altro luogo che sia Sicilia come Palermo, eppure Palermo non è amata dai siciliani. Gli occidentali dell'isola si assoggettano perché non possono altrimenti, si riconoscono sudditi ma non vorrebbero mai esserne cittadini. Gli orientali invece dicono addirittura di essere di un'altra razza: quelli sicani e noi invece siculi.
Giuseppe Fava


Ho trovato proprio adesso questa citazione e non potrebbe calzare meglio.
Ha riassunto ed arricchito quanto ho pensato oggi, nel giro domenicale di Palermo.
Quasi come se fosse stato fatto apposta, lo stato di degrado, noncuranza, ignoranza e vandalismo è aumentato esponenzialmente davanti ai nostri occhi. Di gita in gita.
Roba da far accapponare la pelle, da far irritare, imbestialire, stancare, intristire.

Bellissime - bellissime! - architetture non solo sono sommerse da un modo urbano indifferente (come avevo detto precedentemente... perle nel fango) ma che pure riscontrano un'ostilità inspiegabile, violenta, irrispettosa.
Perle nel fango si... ma pure modificate, deturpate, sporcate, maltrattate.
Comunque sia, l'itinerario di oggi è stato...


periodo Arabo-Normanno - parte 4
Quinta Giornata

Porta Mazzara
Zisa
Chiesa di S. Maria della Speranza (ora villino)
sosta fuori programma: mostra d'arte contemporanea a Palazzo Riso "Essential Experience"


ps: una nota positiva è da segnalare: per gli studenti di Architettura c'è una forte agevolazione economica. Tutti i biglietti per musei, monumenti ecc. della Regione Siciliana sono gratuiti. A conti fatti per queste giornate avremmo speso sui 40 euro, e invece abbiamo sborsato solo per la Chiesa di San Cataldo che è privata.

pps: che scocciatura quando in architetture o musei ti vietano di fare foto. Non ne comprendo ancora il motivo! Tanto se si cerca in internet c'è...

Album fotografico pubblico su Facebook - link

16 gennaio 2010

Filosofie di vita

La mia. Ringrazio Simo di averla rintracciata e passata.

Guccini - Vite

Mi affascina il mistero delle vite
che si dipanano lungo la scacchiera
di giorni e strade, foto scolorite
memoria di vent'anni o di una sera.
E mi coinvolge l'eterno gocciolare
e il tempo sopra il viso di un passante
e il chiedermi se nei suoi occhi appare
l'insulto di una morte o di un'amante,
la rete misteriosa dei rapporti
che lega coi suoi fili evanescenti
la giostra eterna di ragioni o torti
il rintocco scaglioso dei momenti,
il mondo visto con gli occhi asfaltati
rincorrendo il balletto delle ore
noi che sappiamo dove siamo nati
ma non sapremo mai dove si muore.

Mi piace rovistare nei ricordi
di altre persone, inverni o primavere
per perdere o trovare dei raccordi
nell'apparente caos di un rigattiere:
quadri per cui qualcuno è stato in posa,
un cannocchiale che ha guardato un punto,
un mappamondo, due bijou, una rosa,
ciarpame un tempo bello e ora consunto,
pensare chi può averli adoperati,
cercare una risposta alla sciarada
del perché sono stati abbandonati
come un cane lasciato sulla strada.
Oggetti che qualcuno ha forse amato
ora giacciono lì, senza un padrone,
senza funzione, senza storia o stato,
nell'intreccio di caso o di ragione.

E la mia vita cade in altra vita
ed io mi sento solamente un punto
lungo la retta lucida e infinita
di un meccanismo immobile e presunto.
Tu sei quelli che son venuti prima
che in parte hai conosciuto, e quelli dopo
che non conoscerai, come una rima
vibrante e bella, però senza scopo.
E' inutile cercare una risposta,
sai che non ce ne sono e allora tenti
un bussare distratto a quella porta
che si chiuse soltanto ai sentimenti.
Non saprai e non sai.
Questo dolore che vagli fra le magli di un tuo cribro
svanisce un po' nel contemplare un fiore
si scorda fra le pagine di un libro.

Perché non si fa a meno di altre vite
anche rubate a pagine che sfogli
oziosamente, e ambiguo le hai assorbite
da fantasmi inventati che tu spogli
rivestendoti in loro piano piano
come se ti scoprissi in uno specchio
L'Uomo a Dublino, o l'ultimo Mohicano
che ai 25 si sentiva vecchio.
E percorriamo strade non più usate
figurando chi un giorno ci passava
e scrutiamo le case abbandonate
chiedendoci che vite le abitava,
perché la nostra è sufficiente appena
ne mescoliamo inconsciamente il senso;
siamo gli attori ingenui di un palcoscenico misterioso e immenso

Aggiornamento musicale

Da un po' che non ne parlo. Pure vero che ho ascoltato molta meno musica perchè sono stata poco a casa (e l'avvicinamento agli esami è direttamente proporzionale alla quantità di nuovi dischi nello stereo).



In definitiva ecco le ultime novità.

- Esperimento Depeche Mode: andato male col primo disco. Come ho già detto e sperando di non incappare in insulti, mi è sembrato la colonna sonora di un videgioco anni '80. Però sono speranzosa. Sento che c'è qualcosa in questo gruppo che potrebbe piacermi e continuerò.

- Esperimento Jamiroquai: col loro (si... sono un gruppo) primo album è andato meglio. Ci sono stati anche dei pezzi strumentali e non me lo aspettavo. Però non ci siamo ancora. Continuerò anche con loro, non li mollo.

- Esperimento Queen: non potevano dirmi di meno con il loro primo album. Proprio non mi invogliano. Peccato perchè adoro pazzamente il greatest hits.

- Esperimento italiano: greatest di Mina e Raffaella Carrà (non ridete per favore). Devo dire che per Mina oltre i soliti pezzi conosciuti e notoriamente poetici ho scovato delle piccole perle. Per la Carrà... un sacco di canzonette che mi dicono realmente poco.

edit: spezziamo una lancia in favore della Carrà. Le sue canzoni mettono un'allegria unica e mi fanno ridere. Ma non perchè sono delle barzellette... ma per quest'aria briosa e scanzonata.

- Parentesi Beyoncè: non credo che andrò a riprendere gli album precedenti, ma l'album del 2009 (I am... Sasha Fierce) mi è piaciuto. Nella sua dualità di pop-melanconico e pop-r&b ho trovato dei brani che avevano il loro perchè. Certo, non sono amante dell'r&b, ma è un album gradevole.

- Obiettivo Pink Floyd: innamorata del primo album, continuo fiduciosa. Conosco altri brani di altri album e credo proprio che mi appassionerò a questo gruppo.

- Continua la passione per i gruppi di cui ho parlato in precedenza. Ho finito la discografia dei Tinturia e sto per finire quella dei Beatles

- Working: Edoardo Bennato e Fabrizio De Andrè. Con ritmo molto rilassato procedo per continuare a conoscerli.

11 gennaio 2010

Canuscirisi 2°, 3°, 4° giornata

Periodo Arabo-Normanno





Seconda giornata - 29 nov 09
Castellamare e scavi
Rovine dietro la Cala
sosta fuori programma: Mercato dell'usato a Piazza Marina
Chiesa di S. Francesco D'Assisi
Chiesa alla Maggione

Terza Giornata - 20 dic 09
Chiesa di S. Cataldo
Chiesa Martorana o Santa Maria dell'Ammiraglio
sosta fuori programma: Moschea ai Candelai (ex Chiesa di S. Paolino dei giardinieri)
Chiesa di S. Agata alla Guilla
Cattedrale
Cappella di S. Maria l'Incoronata
S. Giovanni degli Eremiti


Quarta Giornata - 10 gen 10
Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina
La Cuba
La Cubula e Villa Napoli (fuori programma)
sosta fuori programma: Villino Florio

Considerazioni
Perle in mezzo al fango dell'ignoranza e della trascuratezza.
Ogni monumento era una vera e propria oasi di arte, storia, bellezza. Non ho mai finito di sorprendermi.
La cultura Araba-Normanna è qualcosa di vitale, energico, sontuoso, ideale.


L'album di foto:
Facebook - album pubblico - 2° giornata
Facebook - album pubblico - 3° giornata
Facebook - album pubblico - 4° giornata

Per tutto il resto c'è Windows 7

- 5 schede di Internet - una aperta su Youtube
- Un programma di download a velocità 80 kb/s
- Autocad (Autocad!!)
- Antivirus ovviamente e Firewall sempre attivi
- Windows Media Player
- 3 cartelle del computer aperte
- Msn con tanto di finestra di conversazione lampeggiante.

Questo quanto viene visualizzato al momento nel mio pc. Funzionante, per nulla lento, senza 'crash' di alcuna natura. Con il vecchio sistema operativo aprendo autocad (e neanche un terzo di quanto detto sopra) potevo farmi la manicure fra un click e l'altro.

Addio Vista!

07 gennaio 2010

La rubrica delle parole - #1

Per chi non conoscesse questa rubrica, consultare questo post.

Parola della settimana.

Trendy.

Detestabile. Sprigiona un senso di superficialità e del ridicolo prima ancora di vedere a quale contesto è stata appioppata.
Io non la sopporto e non amo usarla.

La rubrica delle parole

Apro molto felicemente una nuova categoria, a cui sovrappongo la dicitura di "rubrica".

Si, perchè mentre altre categorie raccolgono articoli aventi per caso lo stesso argomento, questa invece nasce volutamente per trattare un preciso tema (le parole appunto).
Insomma... Un appuntamento ricercato e non dettato dal caso, se volete.

Non sono una filologa, non studio linguistica, men che meno lavoro in un settore di tal genere.
Però amo a mio modo le parole, e il loro suono.
E dato che a parlare siamo tutti bravi, dirò anch'io la mia (quanto mai discutibile).


Cliccate sulla categoria "la rubrica delle parole" per leggere tutti gli articoli al riguardo.

02 gennaio 2010

1984 non mi sembra più fantascienza

Nei riguardi dei condannati a morte la tradizione prescrive un austero cerimoniale, atto a mettere in evidenza come ogni passione ed ogni collera siano ormai spente, e come l'atto di giustizia non rappresenti che un triste dovere verso la società, tale da potere accompagnarsi a pietà verso la vittima da parte dello stesso giustiziere. Si evita perciò al condannato ogni cura estranea, gli si concede la solitudine, e, ove lo desideri, ogni conforto spirituale, si procura insomma che egli non senta intorno a sé l'odio o l'arbitrio,
ma la necessità e la giustizia e, insieme con la punizione, il perdono.

Primo Levi, Se questo è un uomo

Quanto mai attuale

“A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente;si manifesta solo in atti saltuari e non coordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano.”

Primo Levi, Se questo è un uomo

30 dicembre 2009

Alice in Wonderland

<<chi sei tu?>> disse il Bruco.
Non era un inizio incoraggiante per una conversazione. Alice rispose un po' timidamente:

<<Io... io non so se lo so, signore, in questo momento... so soltanto chi ero quando mi sono alzata stamattina, ma credo di essere cambiata diverse volte da allora>>.

17 dicembre 2009

Bookmooch



Scambia i tuoi libri. Tutto più semplice con un sistema a punti.
Puoi prendere ciò che vuoi, senza dover cercare un titolo che piaccia alla persona che sta scambiando con te. Non più un baratto quindi, ma neanche l'utilizzo di soldi materiali.
Il punteggio diventa una sorta di 'moneta' virtuale e così puoi scambiare in maniera totalmente gratuita!

Aggiungi libri nella lista di quello che vorresti dare? 1/10 di punto per ogni titolo inserito.
Ne spedisci? Un punto intero.
Vuoi un libro? Spendi un punto.
Costi? Solo quello di spedizione tramite tariffa "piego di libri" (1,28 euro).


11 dicembre 2009

Ecosia



Il motore di ricerca ecologico.

03 dicembre 2009

Petizione: contro il processo breve

Su Repubblica.it, l'appello di Saviano contro il processo breve.

Già raccolte 450.000 firme.

http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391117

28 novembre 2009

Richiesta

Ai giornalisti.

Smettetela di parlare di nuove uscite librarie scrivendo:

"###, la nuova fatica letteraria di..."

26 novembre 2009

Buttiamola lì

Case container, case gonfiabili, case su ruote, case su gommoni, case-tende, case su alberi, case-sacche, case tubo...



Ok. Le abbiamo inventate quasi tutte (lascio il beneficio del dubbio per le potenzialità immaginative del cervello umano) per un modello ecologico abitativo.

Adesso... dopo aver riciclato cartoni, cemento, container, legno, plastica, alluminio, ferro... perchè non inventiamo un modo per riciclare i vecchi palazzi?




Niente che li distrugga del tutto. Ma qualcosa che li trasformi.
Non un restauro, non un ripristino, non una riqualificazione. Un cambiamento più drastico.

Non so bene, non so come.


Ma immaginavo un mondo nel futuro, con tutte le possibili case ecologiche che spunteranno. Contornate da altre meno eco, ma sempre figlie di progetti migliori e non di un boom edilizio simile a quello degli anni '50 - che ottimista che sono.
Bene, immaginate quel mondo.


Immaginate quel mondo attorno a questo:



Distruggerli è uno spreco.
Continuare ad abitarli, a rinnovarli se ne potrebbe pure fare a meno.
Mutiamoli.

Certo, poi c'è da decidere quale fra i palazzi è 'meritevole' della mutazione.
Quali sono veramente 'no schifo e quali no. Quali hanno valore e quali no.

Boh, però intanto ci si potrebbe pensare.